Help center, straniero il 78% dei nuovi utenti. Crescono gli afgani


Pubblicato il 11.03.2011 in Rete Onds

La fotografia del disagio nelle stazioni ferroviarie italiane nel rapporto dell'Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà. Quasi il 60% ha meno di 40 anni. "Presenza massiccia di persone in età lavorativa che richiede assistenza"


Sono per lo più maschi e stranieri quelli che si rivolgono agli Help Center delle stazioni ferroviarie italiane della rete Onds, l’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà. E’ quanto rivela uno studio realizzato dall’osservatorio sugli stessi Hel Center di alcune stazioni ferroviarie italiane (Chivasso, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Rimini, Roma, Pescara, Napoli, Foggia e Catania) che nel corso del 2010 hanno ricevuto 76.794 richieste di persone bisognose, anche più di uno a persona, e registrato 13.300 “nuovi utenti” tra persone senza dimora che per la prima volta si sono rivolte ai servizi accettando di effettuare un colloquio e di essere registrati sul database Onds. La raccolta dati è parte del progetto “La Linea Gialla – Solidarietà nelle stazioni”, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nel quadro dell’Anno Europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale.

I dati indicano “una crescente presenza di stranieri – si legge nella ricerca - privi di una sistemazione stabile che costituiscono circa il 78% del totale delle presenze”. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono quelle del Nord Africa (Marocco, Eritrea, Egitto, Somalia, Algeria e Tunisia) ed Europa dell’Est (Romania, Polonia, Ucraina). Vi sono presenze di asiatici ed una crescente presenza di afghani, specie minorenni non accompagnati (in particolare a Milano e Roma). Percentuale di stranieri che, però, varia da Nord a Sud, dove è più numerosa. Roma, invece, si conferma la città con un maggior numero di persone di diversa nazionalità, mentre le città che hanno visto il maggior numero di italiani sono Rimini, Pescara e Genova. “Gli italiani sono prevalentemente senza dimora – spiega lo studio -, per così dire “radicati” e non hanno una connotazione specifica; si tratta in genere di persone che hanno alle spalle storie di solitudini, di abbandoni, di perdita dei legami socio affettivi, di espulsioni dal contesto sociale, economico e lavorativo. Parliamo di giovani tossicodipendenti, donne abbandonate, persone anziane, ex carcerati, persone deospedalizzate, spesso affette da patologie psichiche”.

Secondo l’Onds, il 73% dei nuovi utenti è di sesso maschile e la percentuale femminile è "tendenzialmente di origine est europea e il disagio espresso è prevalentemente transitorio – continua la ricerca -, legato ai tempi di attesa per una sistemazione come colf e badanti”. C’è tuttavia anche una minima percentuale di persone con identità di genere transessuale, anche se il dato non è significativo. Per quanto riguarda l’età, invece, nel 2010 la nuova utenza registrata dai centri Onds mette in evidenza una presenza massiccia di persone in età lavorativa che richiedono assistenza. Nel dettaglio le persone tra i 18 anni e i 30 sono il 31%, tra i 31 e i 40 anni sono il 28%, mentre tra i 41 e i 50 anni sono il 21%. Il dato dei minori non è significativo (1%), spiega l’Onds, in quanto competenza della Polizia Ferroviaria.  “Gli stranieri sono tendenzialmente più giovani e la loro permanenza in strada o in stazione è spesso legata ad una fase transitoria che fa parte del processo migratorio – spiega l’Onds -. I senza dimora italiani, invece, sono spesso persone più anziane, che si ritrovano ai margini della società in età adulta o avanzata, in seguito alla perdita del lavoro, della famiglia o altro ancora”.

Va tenuto presente, infine, che la ricerca è stata condotta su ‘help center’ con diverse caratteristiche che possono influenzare in parte il dato. Come l’alto numero di donne tra gli utenti della stazione di Firenze. “Nel Centro di Firenze risulta una percentuale maggiore di donne in quanto l’associazione “Acisijf, protezione della giovane” che lo gestisce, aveva fino a pochi anni fa una caratterizzazione di servizi dedicati principalmente all’utenza femminile”. Anche gli orari di apertura variano da stazione a stazione. “A Milano Centrale l’Help Center è uno sportello gestito direttamente da dipendenti della pubblica amministrazione per almeno 7 ore al giorno e per le restanti 4 da un comitato di associazioni milanesi, mentre a Genova Cornigliano il servizio è erogato per una sola ora al giorno da un’associazione che gestisce un servizio di mensa per i disagiati della zona”. Diversi anche i servizi offerti. A Catania l’Help Center ha la struttura di un Centro Polivalente con al suo interno, sportello di orientamento, docce, mensa ed ambulatorio medico, a Roma i servizi del Polo Sociale Termini si trovano in due spazi separati, l’Help Center sul binario uno della stazione e il Centro Notturno e Diurno Binario 95 sito, sempre in locali ferroviari ma esterni dalla zona centrale della stazione, a diverse centinaia di metri dallo sportello di orientamento”. A Chivasso, invece, è attiva un’unità mobile gestita da un’associazione locale in partenariato con la ASL “ha lavorato con modalità alterne durante i dodici mesi dell’anno in funzione della presenza di progetti che ne finanziavano l’operatività”. Pescara e Rimini, infine, hanno iniziato la rilevazione soltanto a fine anno, a partire dal mese di novembre.


Autore: ga