Tagliare il legame con la strada: 100 senza dimora già in appartamento


Pubblicato il 15.02.2016 in News Sociale


Aiuto agli homeless senza passare dai dormitori: bilancio del network Housing first. Al Sud più forte la rete parentale, ma resta molto bassa la spesa sociale


Più di 100 senza dimora in Italia hanno trovato un tetto e, con l'aiuto di enti ed associazioni aderenti al network Housing First (modello di intervento che prevede l'ingresso immediato in case e appartamenti nato in America alla fine degli anni 80) stanno iniziando dei percorsi di accompagnamento all'autonomia. Sono 51 mila in Italia, secondo i dati più recenti, le persone che usano mense e dormitori, tra singole (italiane e stranieri) e famiglie in stato di grave emarginazione sociale. Di questi, 4 mila sono presenti in Sicilia, 3 mila solo a Palermo. La città di Palermo è infatti la terza città d'Italia con una grave emarginazione sociale di questo tipo. A dirlo è la presidente di Fio.pdsFederazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora, Cristina Avonto in occasione della Winter School, il percorso di formazione organizzato nei giorni scorsi nella città da Fio.pds, nell’ambito del programma nazionale Housing First, avviato a Torino nel marzo 2014.

"Da due anni in Italia con Housing First c'è un gruppo di coraggiosi che ha provato a fare un'azione rivoluzionaria - afferma Cristina Avonto - cioè una sfida finalizzata al sostegno concreto delle fasce più fragili della società, cambiando il paradigma di risposte da dare a coloro che vivono in strada. Oggi, infatti, quando si parla di homeless si pensa quasi esclusivamente a mense e dormitori mentre noi diciamo che l'obiettivo più alto con Housing First è quello di togliere la persona dalla strada, mettendola nelle condizioni di avere prima un'abitazione sicura per poi accompagnarla gradualmente nella risoluzione di tutti gli altri bisogni".

Rapporto Istat-Fiopsd "Le persone senza dimora - Anno 2014" Senza dimora censimento caritas-fiopsd

"Oggi possiamo dire che Housing First ha vinto la sua importante scommessa sociale - aggiunge -. Ci sono 55 soggetti aderenti al network, un ventaglio molto ampio che si occupa del sociale: realtà caritative come Caritas, fondazioni, cooperative sociali ed enti pubblici. 

Più di 100 persone in Italia sono state inserite in alloggi distinte tra singoli (italiane e immigrate) e famiglie. Soprattutto in Sicilia parliamo purtroppo anche di famiglie, come viene attestato dalla rete siciliana che vede 13 soggetti riuniti in un coordinamento siciliano aderente a quello nazionale. I dati Istat dicono che in Italia ci sono 51mila persone che usufruiscono di mense e dormitori. In Sicilia ce ne sono 4 mila di cui solo a Palermo 3 mila. Palermo è la terza città d'Italia per la presenza di senza dimora sia singole che famiglie. 

Le cause che portano le persone in uno stato di grave emarginazione sociale sono in primo luogo le rotture relazionali (familiari e amicali), la perdita del lavoro e il problema di salute". Al Sud rispetto al resto d'Italia continua ad essere forte la rete parentale che spesso si fa carico delle situazioni più gravi. Lo scoglio più grande da affrontare resta, però, la spesa sociale dedicata al tema che al sud continua ad essere molto bassa.

A livello nazionale - continua Cristina Avonto - osserviamo come dato positivo che al Sud, rispetto ad altre regioni, alcune reti di solidarietà familiare ancora sono fortemente presenti nella evidente capacità di non girasi dall'altra parte. Ci sono, per esempio, famiglie che vivono in macchina ma che riescono a mandare i figli a dormire dai parenti più vicini. Quello che, invece, si rileva ancora molto carente, al sud è la mancanza di una politica pubblica di intervento sul tema. (...) La grossa sfida adesso è quella di portare all'attenzione del governo questo tema per dire che, le politiche nazionali devono improntare interventi di questo tipo. Sicuramente il tema della grave emarginazione adulta non è uno dei temi centrali di questa agenda politica. Prendiamo atto anche del fatto che una risposta deve essere data pure alle persone in stato di povertà assoluta che in Italia sono 4 milioni rispetto ai 51 mila senza dimora. 51 mila persone non sono, però, un grosso numero e, per questo riteniamo che uno sforzo sia possibile affinchè ci si occupi  di loro con maggiore sensibilità ed più interventi concreti sul campo". La presidente di Fiopsd evidenzia, comunque, come nell'ultimo periodo ci sia stato lo sforzo, attraverso anche il forte impegno della rete di Housing first, di iniziare a fare parlare del tema il governo nazionale.

Stiamo riuscendo ad innescare un dialogo costruttivo e costante con la politica nazionale - conclude -. Il presidente Sergio Mattarella, con grande nostra soddisfazione, in occasione della giornata nazionale del volontariato, citando 7 casi di eccellenza, ha nominato anche l'Housing First. Inoltre il governo ha scritto con noi e con le 12 aree metropolitane più interessate al tema le linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta: un libretto in cui vengono date indicazioni chiare su cosa fare per contrastare la povertà di chi è in strada. Il documento è stato scritto da Fiopsd, dalle città, approvato dal governo italiano e sottoscritto da tutte le regioni. Questo sarà il testo su cui si faranno tutti i prossimi bandi che riguardano la grave emarginazione adulta nell'obiettivo alto e doveroso degli enti pubblici e delle associazioni di garantire i livelli minimi di assistenza in quanto diritti esigibili della persona".