Questa nuova sezione del sito vuole essere un punto
di interscambio tra diverse esperienze di imprese, non
necessariamente connesse al trasporto ferroviario, sui
temi della “responsabilità sociale”.
E’ nostra intenzione avviare qui un forum aperto
ai contributi di tutti i soggetti produttivi e imprenditoriali,
sia nazionali che internazionali, che vogliono proporre
le proprie esperienze concrete e più significative
sui temi della responsabilità sociale d’impresa
così da poter delineare un quadro il più possibile
allargato, che sia al contempo momento di confronto,
di riflessione e spinta creativa per tutti coloro che
hanno nel sociale il punto di riferimento del proprio
operare.
La
responsabilità sociale dell’ impresa:
alcuni concetti
Sembrano ormai lontanissimi gli inizi degli anni ’70
quando un noto economista americano (M. Friedman) asseriva “che
il vero dovere sociale dell’impresa è cercare
di ottenere il più possibile profitti”.
Sono tante oggi le correnti definizioni di responsabilità sociale
dell’impresa, ma tutte sono riconducibili al concetto
base riportato dal Libro Verde della Commissione Europea del
luglio 2001- che è quella che ci piace di più -
dove si afferma che le imprese socialmente responsabili sono
quelle - non che fanno più profitti - ma quelle “che
decidono di propria iniziativa di contribuire a migliorare
la società e rendere più pulito l’ambiente”.
Essere socialmente responsabili significa per l’impresa
guardare oltre investendo “di più” nel capitale
umano, nell’ambiente e nei rapporti con tutti i soggetti
a vario titolo interessati dalla propria attività, che
in un gioco di parole gli anglosassoni definiscono stakeholders.
L’allargamento dei mercati, l’evoluzione dei processi
produttivi, il consolidamento di nuove ideologie ambientaliste
e nuove sensibilità sociali (i movimenti femminili,
studenteschi, animalisti, no global, tanto per citarne alcuni),
frutto di una generale maturazione e innalzamento del livello
culturale della popolazione e quindi dei propri potenziali “clienti”,
pongono alle imprese nuove frontiere di attenzione, nuove “relazioni
di scambio” con i propri interlocutori, nuovi doveri.
Ecco che allora diventa fondamentale l’omogeneizzazione
tra il sistema di valori tradizionali d'impresa – quelli
a cui faceva riferimento Friedman, cioè i valori economici
espressi da quantità di produzione e di profitti - e
il sistema di valori socio-politici - centralità della
persona, integrità dell'ambiente, qualità della
vita - presente contemporaneamente all'interno e all'esterno
dell'impresa stessa, da cui scaturiscono problemi nuovi di
consenso e di legittimazione. L'impresa per essere veramente
competitiva non solo deve produrre ricchezza/beni/servizi ma
lo deve fare in sintonia con la società civile, che
a sua volta deve “accreditarla”, validarla come
partner affidabile nelle “relazioni di scambio” e
per l’intera filiera produttiva.
Le linee guida
delle Politiche Sociali delle Ferrovie dello Stato
Anche FS è consapevole di questa sfida. Nella mission delle Ferrovie dello Stato vi sono parole chiave come “mercato”, “qualità”, “sociale” che
delineano la ferrovia come una grande azienda al servizio di
tutti i cittadini, destinata a svolgere un ruolo centrale nell’economia
del Paese, quello di garantire la mobilità di persone
e merci con sicurezza ed efficienza.
La stazione, come una grande piazza luogo di sosta, di incontro
e di scambio, è da sempre, proprio come le piazze delle
città, un polo di attrazione e un punto di concentrazione
sul territorio di molte forme di disagio sociale e per questo
le FS, consapevoli delle responsabilità sociali che
competono ad una grande azienda, stanno affrontando le problematiche
dell’emarginazione con rinnovato vigore.
Per questo la stazione è il primo centro di interesse
delle nostre politiche sociali sul territorio. La stazione
rappresenta nella nostra era di mobilità evoluta la
nuova porta di accesso alla città dove si confondono
flussi turistici e flussi migratori con le loro opposte motivazioni
di viaggio e aspettative.
Per affrontare il disagio sociale nelle stazioni occorre porsi
prioritariamente un problema di metodo su come e con chi intervenire.
La nostra opinione è che le problematiche sociali debbano
essere affrontate in chiave di rete e gli attori principali
siano innanzi tutto gli enti locali e quindi l’associazionismo
(il cosiddetto terzo settore). In questa ottica ci stiamo muovendo
nella creazione di help center nelle principali stazioni italiane
e questa è anche l’ottica dei progetti Equal,
dove è forte la presenza di comuni, province, enti pubblici
in genere (come le università), associazionismo, forze
imprenditoriali.
Il
contributo della SNCF
Il primo contributo che pubblichiamo in questa nuova
sezione è una brochure, gentilmente concessa dalle
ferrovie francesi, che testimonia dell’impegno
della SNCF sui temi della responsabilità sociale.
E’ un opuscolo sintetico, ma denso di numeri e
di iniziative che danno un quadro articolato di come
il concetto di responsabilità sociale si coniuga
e si concretizza nel lavoro quotidiano di una grande
impresa pubblica di trasporto.
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